I sigilli di qualità del cibo di cui fidarsi

 

Il buon cibo si riconosce: dal sapore, da come si presenta e dai marchi che esso può vantare di avere. Proprio le certificazioni assumono sempre più importanza e sono sempre più usate dai consumatori per capire quali sono i migliori cibi da poter portare in tavola, quelli la cui qualità è garantita.

Una delle certificazioni più importanti è la denominazione DOP (acronimo di Denominazione di Origine Protetta), creata nel 1992 con regolamento CEE numero 2081 e riservata solo ai prodotti del settore agroalimentare. Tra i principali prodotti DOP italiani vediamo l’Aceto Balsamico tradizionale di Reggio Emilia, l’aglio di Voghiera e il taleggio Cademartori.

Un altro importante marchio è l’IGP (acronimo di Indicazione Geografica Protetta), pensato per identificare la provenienza geografica di un prodotto. E’ un marchio meno “severo” rispetto a quello DOP, nel senso che sono minori le caratteristiche che un dato prodotto deve avere per poter vantare questo marchio, ma nonostante questo è indice di qualità e bontà, soprattutto quando si riferisce ad alcuni prodotti specifici. Tra i principali prodotti IGP italiani vediamo le trote del Trentino, l’uva da tavola di Mazzarrone e lo zampone di Modena. Come si vede, si tratta di un marchio strettamente legato alla provenienza geografica.

Il marchio STG (acronimo di Specialità Tradizionale Garantita) si basa sulla “tradizionalità” di un dato prodotto. Tra i principali prodotti STG italiani vediamo la mozzarella e la pizza napoletana. Una certificazione che non ha mai avuto troppo successo perché è molto generica.

Chiudiamo con due certificazioni legate ai vini: DOC e DOCG. La prima sigla sta per Denominazione di Origine Controllata, la seconda per Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Si tratta di due marchi prestigiosi per qualunque vino, con il primo che prevede tutta una serie di controlli sulle uve usate per realizzare un dato prodotto finale ed il secondo che include anche dei controlli fatti in fase di imbottigliamento. Tra i due, il più prestigioso (oltre che più difficile da ottenere) è il DOCG, riservato solo ad alcune specifiche tipologie di vini già DOC.

Cinque denominazioni per identificare la bontà di un prodotto, la sua qualità, importanti per capire che cosa si sta portando in tavola.