IL MATRIMONIO GAY: UN DIRITTO NECESSARIO



L’art.3 della Costituzione sancisce il diritto di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e  pari dignità agli stessi. Anche  In base a questo assunto l’istituzione del matrimonio deve diventare un diritto anche per i gay, ed è  questo  il punto di forza su cui basano la loro lotta le principali associazioni a tutela dei diritti degli omosessuali.

Tantissimi sono i gay italiani che vivono insieme, costituiscono famiglia con figli, ma sono vittime continue di esclusioni, di discriminazioni in tutti i campi. Ad esempio nei concorsi pubblici, nelle graduatorie per l’occupazione, le coppie gay non sono considerate alla pari delle altre coppie, per non parlare dell’assistenza ospedaliera, di decisioni riguardanti la salute in caso di perdità della capacità di intendere e di volere e del diritto di abitazione nella casa del coniuge in caso di morte di quest’ultimo.

Molti paesi hanno provveduto a dipanare le diversità con leggi e riforme, ed altri addirittura iniziano a riconoscere il matrimonio tra gay come un matrimonio a tutti gli effetti come ha fatto la Spagna, emblematica mi sembra una delle frasi pronunciate da Zapatero durante il discorso per l’approvazione della legge: “Una società migliore è quella che non umilia i suoi membri”.

 Qualcosa sta cambiando, forse anche in Italia, nonostante in alcuni paesi,  ci siano più remore a riconoscere il diritto al matrimonio dei gay soprattutto per l’opposizione della Chiesa Cattolica che chiede apertamente agli Stati di affermare l’immoralità di questo tipo di unione, lo stesso Vaticano infatti  ha esortato i politici a non legalizzare in alcun modo questo atto.

Si parla tanto  di atti immorali, atti contrari al volere di Dio, eppure  Dio ci ha lasciato liberi di decidere della nostra vita, delle nostre scelte in quanto esseri umani e allora perchè queste differenze?