Marco Tronchetti Provera e Carlo De Benedetti sono due tra gli imprenditori più noti del panorama italiano. Attuale amministratore delegato di Pirelli il primo, Presidente del Gruppo Editoriale L'Espresso il secondo, possiamo senza ombra di dubbio affermare che i due sono dei modelli imprenditoriali da poter confrontare e trarre delle conclusioni.

Il primo confronto che ci sentiamo in obbligo di fare è quello del successo a livello professionale. Marco Tronchetti Provera è dal 1992 in Pirelli e dal 1996 ne è Presidente, ha da sempre guidato l'attività degli pneumatici con passione e con costanza, risanando un buco economico lasciato dall'ex Presidente Leopoldo Pirelli dopo la fallita scalata a Continental, e portando il brand Pirelli a diventare sempre più famoso in Italia e nel mondo. Nel 2015 è stata data la notizia che il marchio italiano è stato venduto ai cinesi di Chem China, una decisione presa dallo stesso Tronchetti Provera che ha voluto assicurare un futuro roseo all'azienda italiana e ai suoi dipendenti affidandola ai giganti cinesi e allo scudo offerto dalle loro disponibilità economiche.

Carlo De Benedetti è stato più volte coinvolto in decisioni poco chiare, come quella risalente al 1981 del Banco Ambrosiano: De Benedetti acquistò delle azioni dell'istituto di credito guidato allora da Roberto Calvi e dopo appena due mesi le rivendette incassando, si dice, una plusvalenza di 40 miliardi di lire (e venne processato poi per concorso in bancarotta fraudolenta). Cinque anni prima, nel 1976, venne nominato Amministratore Delegato Fiat, ma dopo solo 4 mesi lasciò l'incarico.

Uno scontro “diretto” tra i due imprenditori si ebbe nel gennaio 2015, quando Tronchetti Provera venne citato in giudizio dallo stesso De Benedetti per aver detto che “(l'ingegnere) è stato discusso in virtù di certi bilanci Olivetti, per la bancarotta del Banco Ambrosiano, venne allontanato dopo poco tempo da Fiat, fu coinvolto in uno scandalo legato a delle apparecchiature per Poste Italiane e venne coinvolto in Tangentopoli”.

Il risultato del giudizio fu nettamente in favore dell'imprenditore milanese Tronchetti Provera: assolto in pieno (l'accusa invece voleva un risarcimento danni di 500.000 €).

Due modelli a confronto, due stili di imprenditoria e di vita completamente diversi. A quale dei due ispirarsi è ovviamente una decisione personale.